martedì 22 dicembre 2009

Flu in the bay

Si vive sempre pensando di essere forti, di percorrere la propria strada, spesso senza avvertire il bisogno di aiuto, o di avere persone vicine con cui condividere questo cammino. E poi, all'improvviso accadono delle cose che ridimensionano il tuo ruolo.

Una di queste puo' essere una semplice influenza.

Ero da poco arrivato in citta', non conoscevo nessuno, ma mi sentivo vivo, forte come non mai, non avvertivo alcun timore.
Quando mi ammalai di una leggerissima influenza pensai che fosse una fortuna, mi potevo rilassare, guardare gli show televisivi alla mattina e godermi questa grande nazione che aveva sempre qualcosa da insegnare.

Ma non fu cosi.

Improvvisamente mi ritrovai solo, lontanissimo dai miei genitori e da qualsiasi persona che conoscevo, in un paese che non parlava la mia lingua, di cui non conoscevo usanze e costumi, e cosi sentii cadermi adosso tutto il peso della solitudine, una paura tremenda mi pervase gelidamente tutto il corpo. Non riuscivo piu' a dormire, non sapevo cosa fare, dove andare.

Una stupida influenza spazzo' via in un sol colpo tutte le mie sicurezze.
Il coraggio con cui avevo affrontato questo cambiamento, come un'esile scultura di cartapesta volo' via con il vento dell'oceano e mi ritrovai scoperto ed impaurito in un mondo apparentemente ostile.

In quei momenti, persino il sorriso di uno sconosciuto mi avrebbe scaldato il cuore.

:)

lunedì 26 ottobre 2009

1 South


Si presenta sempre, a sorpresa, la Signora Malinconia.
E non viene mai sola, si porta sempre appresso sua sorella Tristezza.

Oggi, nel tardo pomeriggio di questa bellissima giornata, quando il sole ormai stanco affogava nel cielo azzurro di una Milano inconsueta, sono arrivate, una dopo l'altra, sulle note di un canzoncina curiosa.

La domenica spesso prendevo l'auto a noleggio e guidavo per ore in direzione sud. Uscendo dalla citta' provavo sempre quella sensazione appagnate del viaggio, del partire, del lasciarsi tutto alle spalle, un bisogno che si ripete spesso nella mia vita.

Prendevo la 280, poi la One, arrivavo nei pressi di Half Moon Bay, e mi fermavo li. Quando il sole era ancora splendente ed il vento moderato, andavo in spiaggia o mi fermavo su una di quelle panchine di Half Moon Bay, in mezzo a quel prato solcato dal vento e, seduto verso l'oceano pacifico, respiravo la mia dose di felicita'.
Ero capace di stare li per ore.

Era la primavera del 2006.

Ed oggi necessito ancora quel bisogno di lasciarsi tutto alle spalle, di partire, di sedersi difronte al grande oceano blu e di guardare nel suo vuoto, sentire il suo fragoroso respiro ed il suo gelido vento.

Ogni volta che cado a terra, voglio tornare a casa.
Ma questa casa non e' Milano.

martedì 29 settembre 2009

Gli ultimi giorni di Settembre


Gli ultimi giorni di settembre per me hanno sempre avuto un significato particolare. Sono giorni in cui il sole, pigro, scalda ancora.

Avevo 20 anni, camminavo per via Celoria con i primi libri sotto braccio, Unix System V ed Algebra Lineare. Le foglie dei platani iniziavano a cadere e a formare quel manto disordinato sui marciapiedi pieni di studenti.L'aria fresca ed il sole luminoso di quelle giornate rappresentavano per me la vita pura, pura come non era mai stata.

Le ansie, le paure, la tristezza degli anni passati sembravano solo un brutto ricordo da rinchiudere segretamente in un piccolo e remoto angolo in fondo al mio cervello.

Ero in questo meraviglioso mondo chiamato Citta' Studi.

E Lei,
Lei non c'era piu',
Riuscivo a passare giorni, settimane, senza pensarLa.

Si, forse, in quegli ultimi giorni di settembre, ero felice, di una felicita' nuova, naturale, una felicita' che non provavo da anni.

Subito prima del dipartimento di Chimica c'era un piccolo parco, contornato da alberi alti e stretti. Ogni tanto mi fermavo li, al sole, a leggere o a mangiare qualcosa, prima di tornare a casa.Ero solo, volevo stare solo, avevo paura, paura delle amicizie.

Una volta una ragazza mora si sedette poco distante da me con una sua amica. Aveva i capelli mossi, gli occhi di un marrone chiaro, luminosi. I nostri sguardi si incrociarono mentre il suo viso veniva accarezzato dal timido sole di settembre,la vidi cosi, in quella sua bellezza sfuggente, e provai una dolce stretta al cuore.Un giorno di ottobre la rividi, si accorse che la osservavo, si giro e mi sorrise.Feci finta di nulla perche' avevo paura, una paura folle.

Ben presto incominciai a stringere amicizie con i miei compagni di corso e capii che non avevo nulla da temere.Era un mondo lontano da quello che avevo conosciuto in precedenza, andava tutto bene, molto bene.Parlavamo dei corsi, dei compitini, delle ragazze, del blueboxing, della slackware 3.0, di itapac.

And I shed a tear

When I think about last September morning

Ancora oggi, quando ascolto questa canzone, mi rivedo passeggiare tra le foglie secche con i libri sotto braccio,mi ricordo seduto nel prato, ricordo lo sguardo di quella bellissima ragazza e ancora, per tutto questo,provo una dolce stretta al cuore.

martedì 15 settembre 2009

Olio alcolico

Sono ubriaco. Ancora.

E' come cullarsi in un mare di denso olio.
Non esistono spigoli, tutto e' smussato.

Oggi a Milano piove.

lunedì 24 agosto 2009

em emoc onU

Ci sono dei giorni, in estate come in inverno, dove il cielo diventa grigio ed il tempo si ferma. In questi giorni accade sempre qualcosa che non siamo in grado di capire.
Da qualche parte in un parco, seduto ai bordi di un marciapiede, su una banchina del metro, c'e' qualcuno che pensando all'amicizia e all'amore, urla il suo grido silenzioso al mondo.

E' un ragazzino come altri,
vestito normale, curato, ma con gli occhi spenti.


E' una ragazzina come altre,
che nasconde il suo pianto sotto un bellissimo sorriso.



L'affanno colpisce nel buio della notte,
quando indifesi ci si rigira nella piu' sconsolata solitudine.
Aggredisce senza pieta' alcuna.
Degno delle piu' crudeli delle bestie,
con i suoi artigli solca permanentemente il cuore di tristezza.

I sogni sconfitti,
svaniscono in pochi istanti, lasciando spazio al vuoto interminabile.


Cosi, rinchiusi in una stanza buia troppo stretta,
in apnea,
si prega perche' il tempo passi.


E un'altro giorno arriva. E poi un'altro ed un'altro ancora.

E all'improvviso,
in una notte fresca e tranquilla,
quando la Speranza testarda, tenta timidamente di rialzarsi,

Eccola! la nera bestia tornare con rabbia.

Svegliandosi in una densa sostanza nera come pece,
non si puo' respirare,

lasciarsi andare non serve,
non c'e' resa,
non esiste fine,
non esiste tempo.



Lo sai.

venerdì 31 luglio 2009

Le stelle nere


E' notte.


Sono all'aperto, solo, su un terrazzo immerso nel verde.
Di notte i fiori hanno un'altro profumo, piu' intenso, piu' rilassante.

Oggi, il cielo soffoca le sue stelle.

C'e' un leggero vento che rinfresca lo spirito.
Ricordi lontani tornano alla mente,
di una vita che non esiste piu',
dall'altra parte del mondo,
nella citta' degli angeli.

Sorrido,
e una lacrima mi bagna il viso.

Oggi, il cielo soffoca le sue stelle.

I still hear you saying
All of life is a chance
And is sweetest
When at a glance
But I live a hundred
Lifetimes in a day
But I die a little
In every breath that I take.

lunedì 27 luglio 2009

A Lei


...che penso ancora con amore.


lunedì 20 luglio 2009

Stelle Cadenti


UNO
Una saetta nel cielo, la distingui appena, prima di riuscire a capire cosa sia e' gia' li.

DUE
Senti vibrare le ossa, il frastuono e' doloroso.
Gli attimi prima dello schianto sono i peggiori, non capisci cosa sta succedendo,tutto accade ad una velocita' impressionante, non hai tempi di reazione, ti paralizzi.

TRE
Perdi l'udito, la polvere e i detriti coprono ogni visuale, l'equilibrio scompare,l'onda d'urto e' violentissima.Un caos silenzioso tutto attorno.

QUATTRO
Pace.

CINQUE
Ne arriveranno altre.

domenica 19 luglio 2009

I nervosetti



Thanks god it's friday!

Torno a casa nel mio solito secondo vagone della MM2 milanese.
Una buona dose di alcool in corpo, quel tanto che basta per confondere la noisa lucidita'.
Sono seduto difianco ad una signora, sui 45-50anni. Affascinante, di una singolare bellezza, attraente.

Davanti a me ho due ragazzi, sulla ventina.
Si muovono a scatti, parlano con nervosismo, i muscoli si contraggono insistentemente. Gli occhi sono infuocati. Continuano a gesticolare in modo nervoso e a ripetere le frasi ricalcando le parole con rabbia. Mi danno davvero sui nervi, io sono cosi calmo con tutto questo alcool che mi scorre per il corpo e questi due nervosetti e sudaticci non fanno altro che rovinare il mio piccolo Eden.

E cosi per 20minuti continuano a ripetere le stesse cose,
le stesse cose,

noiosi come un disco rotto,
rotto,

nervosi,
con i movimenti a scatti, a scatti!


Cosi, al limite della decenza, mi rivolgo all'attraente signora e le dico:
"Lei non rimpiange gli anni dell'Ero?"

sabato 4 luglio 2009

Back to downtown's skid row


When I first arrived down here, I was so excited that it all seemed like a dream.

It was like have something good running down my veins.

The city was magic, its people, its energy, its poverty, its despair, its crimes.

Stars weren't shining in this city district.

But there was something unknown and deep which tight me to her.


And 'till today like it was yesterday, this city makes my poor soul vibrate with an infinite emotions symphony.

martedì 16 giugno 2009

Perche' non ci arrivo?


L'Eroina e' la cosa piu' stupida che un essere umano possa usare.

E' stupida perche' non da un senso alla vita.

E' stupida perche' non richiede un grande sforzo.

Quando infili l'ago, il sangue rifluisce all'interno, e' un particolare grazioso.

Il momento del buco in se' e' sempre causa di timori, quel leggero pizzicore, quel timido dolore che buca la pelle, l'inerzia della carne, la parete della vena, cosi delicata, docile e voluttuosa.

Ti spegne d'un colpo, Lei. Non c'e' piu' niente d'altro che valga la pena fare. Nessuna ambizione, nessun desiderio, nessun stimolo, niente di niente.

Lei e' il tutto.

A che serve il resto? La vita' e' un inutile contorno, un di piu'.
E anche se la vita' fosse felice di default, potrebbe anche essere piacevole assaporarla ogni tanto, a dosi controllate, ma visto che di solito felice non e', che ragioni si hanno per poterla, come si dice, vivere?

L'amore ?

Interessante. Ma e' amore per Lei.

La passione ?

E' passione per Lei.

Il sesso?

Vale zero.

Che altro?

Ambizione? Procreazione ?

A che servono ?

Emozioni?

La vita e' emozionante? ma quando mai! forse a prenderne dei ritagli che a malapena, nell'arco di una vita intera, puoi misurare in giorni. Ma caro lettore, diluisci questi giorni in decenni, cosa ne rimane? E' come diluire un calice del miglior Chianti in una botte d'acqua. Bevilo, caro lettore, e non ne trarrai che un leggero e fastidioso sapore aspro, un colore inadeguato, sporco, da disturbare anche la limpidezza naturale dell'acqua.


Lancio un urlo disperato in questo deserto digitale, e seriamente, chiedo a tutti,

perche' no?

Cosa dimentico, cosa, la mia mente ofuscata e pallida in questa calda sera di giugno, non riesce a cogliere per l'ennesima volta?

venerdì 12 giugno 2009

Stupidi ed Incoscienti

No!

Noi non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.

Noi, Sapevamo tutto.

E che cazzo! siamo cresciuti nella Milano degli anni 80!
Siamo cresciuti con le persone dal contorno viola!

Noi, Sapevamo tutto.

Sapevamo dei morti,
Sapevamo degli effetti,
Sapevamo della dipendenza,
Sapevamo delle malattie,
Sapevamo della malattia,
Sapevamo come e cosa fare, per filo e per segno.

No!

Non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.

Quindi?

martedì 2 giugno 2009

Citta' Studi

Tagliai i contatti con tutti gli amici del giro.
Presi a frequentare posti differenti.

Era l'unico modo.
Non fu facile. Mi aiutarono.

Preso il diploma, andai all'universita'.
Si apri' un mondo nuovo, i numeri mi avevano sempre affascinato.
L'universita' era un caos di stimoli, studiavo, studiavo solo in casa.

Feci nuove amicizie.
Alcuni stravaganti.
Tutte pulite.

Ero cosi immerso nell'universita' che mi sembrava di vivere una nuova vita. Eravamo oltre la meta' degli anni 90, ormai Lei era solo un ricordo. Nessuno ne parlava piu', le Sue tracce ai bordi dei marciapiedi scomparvero, era stata superata!

Io frequentavo i corsi e camminavo tra la folla con il sorriso.

Citta' Studi salvo' la mia anima dal pozzo di tristezza in cui era caduta.

Feci tutti gli esami possibili, anche quelli non necessari.

Presi la laurea e il dottorato.
Iniziai a lavorare con entusiasmo nella ricerca, poi andai via.

Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino a qui.
Ora sembro una persona di tutto rispetto, ma non sono cambiato poi cosi tanto. Quando iniziai l'universita', i miei genitori erano spaventati, d'altronde avevano ben ragione di esserlo. Poi non so cosa sia passato loro per la testa, ma li vedevo sempre piu' tranquilli e felici, questa cosa mi faceva stare bene, se non avessi avuto loro, probabilmente ora non sarei qui a scrivere questo stupido blog.

Dei vecchi amici non ho saputo piu' niente.
Mi piace ricordarmeli tutti cosi, pensando che ora stiano tutti bene,
pensando che abbiano fatto tutti come me.

Penso alla ragazzina dagli occhi brillanti e a noi due, mano nella mano.

E poi, ogni tanto, penso anche a Lei.

Cosi, affogo questi irrequieti pensieri in una dolce malinconia, scrivendo queste inutili parole.

domenica 31 maggio 2009

Amore disperato


Oggi mi va di raccontare un po di amore disperato, un amore spinto oltre, con il retrogusto di tristezza, di quello che in pochi possono capire.

Non avevo nemmeno 17 anni. Uscii di corsa appena finito di mangiare, era un sabato di giugno. Il sabato era Il giorno.

Incontrai la ragazzina alla MM2 di Loreto, l'uscita sotto la Upim.
Appena la vidi ci abbracciammo.
Avevamo gia' tutto.

Gli altri ci avrebbero raggiunti a porta ticinese.
Quando arrivammo, due di loro erano gia' la, andammo alle Colonne per berci una coca cola.Io e la ragazzina passammo un po di tempo da soli seduti per terra a parlare di noi e a coccolarci un po.

Ci riunimmo agli altri e andammo al parco li dietro.

Poi giunse L'ora. Andammo in un posto poco piu' isolato.
Preparammo le spade. Prima lei, poi io.
La tenevo stretta a me.
Mentre ci stringevamo arrivo' l'ondata.

Fu una cosa che non si puo' spiegare.

domenica 24 maggio 2009

La caduta libera


NOTA: La foto e' di Isabella Balena ed e' solo rappresentativa.

Io e la ragazzina stavamo assieme e facevamo quel che facevamo.

Quando a scuola si sparse la voce, uno dei chirichetti venne da me. Era uno di quelli che gli giravano sempre attorno.

Cosi mi vomito' adosso la sua predica.
I suoi occhi erano colmi di odio.

Non ero un ragazzo aggressivo, ne violento, non lo sono mai stato. Nemmeno quando ce ne sarebbe stato bisogno. Ero solo uno sensibile. La ragazzina questo lo apprezzava.

Il chirichetto inizio' a tormentarmi, nella speranza vana di fare colpo sulla ragazzina. Finche' un giorno un nostro amico, uno del nostro giro, decise che era ora di finirla.

Decise di dare una lezione al chirichetto.

Funziono', per un po.

Ma poi il chirichetto corse a piangere dal papa.

Fu cosi che ebbe inizio la fine.

Ci cadde tutto adosso.
Non potevamo piu' uscire, vederci, telefonarci.
Fu cosi che Lei entro' prepotentemente, senza piu' regole, tra noi due.
Lo facevamo sempre assieme ma ora, ognuno per se', da soli, con il solo conforto di Lei.

Fu cosi che la situazione degenero' completamente,
Fu cosi che Lei venne in cima a tutto e tutti.
Fu cosi che io mi dimeticai della ragazzina e che la ragazzina si dimentico' di me.

Fu cosi che conobbi il lato piu' oscuro del mondo.


Era sabato pomeriggio.
Mi risvegliai dopo 2 o 3 ore,
solo, sdraiato in mezzo alla sporcizia,
sul retro della stazione centrale.

E con il cuore colmo di tristezza,
piansi.

martedì 19 maggio 2009

Milano

Sapete quando un profumo vi rimanda violentemente indietro nel tempo?

Ad ogni inizio estate, mi succede esattamente la stessa cosa.

Il profumo dell'erba, dei fiori che sbocciano, il glicine, l'asfalto, il profumo della citta', del marciapiede sporco, dei muri scritti.

Vengo proiettato violentemente indietro di anni, in preda al dolce affanno dei ricordi, il fiato corto, mi manca l'aria, la dolcezza del ricordo si esprime in una lacrima repressa. Con il sorriso negli occhi rido amaramente di quel che e' stato e di quel che non e' piu'.

Amo questa Milano, un po sporca ed un po trascurata.
Le persone vengono e vanno, senza badare ad alcun affetto.
Strappano negli anni ogni sentimento senza alcun rispetto.

Un ragazzo fuma, con lo sguardo perso nel vuoto di questa citta'.
Penso al tempo che fu e a quello che verra'. Non senza un grigio velo di rimpianto.

Cosi, in questi momenti insignificanti, vivo con intensita' cio' che rimane della mia vita.

venerdì 15 maggio 2009

La dolce ragazzina


Scrivere dovrebbe farmi bene ed invece non va cosi.

Non va mai cosi.

Ho rivangato dei vecchi ricordi che ora mi uccidono di tristezza.


L'attrice nella foto assomiglia moltissimo a quella dolce ragazzina, stesso sguardo, stessa fisionomia.



Facevamo tutto quello che fanno i ragazzini innamorati di quell'eta'.

Ci tenevamo per mano, ci sfioravamo delicatamente finche' non ci veniva la pelle d'oca. Ci baciavamo. Stavamo ore a parlare del futuro, dei nostri sogni. Ascoltavamo i Cinderella, Heartbreak Station.

Oggi sono uscito presto dal lavoro, pioveva, sono andato a trovare i miei. Camminavo solo sotto la pioggia per le stesse vie, non ho fatto altro che pensare alla ragazzina e alla sua dolcezza.

Erano i primi anni '90. Milano.

Ricordo il suo sorriso, mentre cantavamo One for Rock & Roll.
Si ondeggiava ballando, mi guardava negli occhi e sorrideva.

Now I dont need to worry bout tomorrow
Aint anticipating whats to come

And I dont need to worry bout the things I have not done

Long as I got rock and roll Im forever young


Facevamo tutto quello che fanno i ragazzini innamorati di quell'eta'.

E poi facevamo un'altra cosa.

Ci schizzavamo l'eroina in vena.

giovedì 14 maggio 2009

Una sera di Maggio

All'epoca ero un ragazzino e uscivo con una ragazzina.
Aveva i capelli quasi neri, a caschetto, che li coprivano la fronte, occhi marroni ed un viso splendido. Andavamo davvero d'accordo, ho sempre dei bei ricordi quando ci penso.

Nel mese di maggio, uscivamo spesso la sera, passeggiavamo mano nella mano. Il profumo dell'erba e dell'estate in arrivo, era straordinario. La leggera brezza ci scaldava a vicenda e i nostri corpi si sfioravano imbarazzati.

Stavamo sempre assieme.
Ci cercavamo, con impazienza, gli tenevo la mano, la guardavo negli occhi, non c'era bisogno di altro, una carezza, un abbraccio, un sorriso.

Le prime volte lo facemmo assieme, ci prendemmo cura l'uno dell'altro.
E' una cosa che non e' possibile dimenticare, mai.

Non sono in grado di spiegarlo,
Non si puo' spiegare,
Non c'e' sensazione che possa essere paragonata.

Poco dopo entrambi pensavamo solo a Lei, nulla aveva piu' importanza.

Sono passati 15 anni, ogni tanto ricordo la dolce ragazzina dai capelli a caschetto. Ci separammo senza nemmeno saperlo, senza parlarne, senza guardarci negli occhi, senza spiegazioni, senza lacrime.

Non seppi piu' nulla.

Oggi ho visto un ragazzino magrolino ed una ragazzina dai capelli a caschetto, mano nella mano. Il profumo di maggio, i grilli che cantavano.

Ho pianto.

I genitori si trasferirono, lo fecero per la ragazzina.

Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.

La immagino adulta, bellissima, ancora con i suoi sogni ed il suo sorriso.

Sono sicuro che si ricordera' di me, per le nostre camminate le sere di maggio, per i nostri sogni, per le tenerezze, per l'imbarazzo, ma si ricordera' anche di Lei, soprattutto di Lei.

Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.

Avrei voluto tenerle la mano quando Le disse addio.
Perche' io voglio pensare che questo sia accaduto!

mercoledì 13 maggio 2009

Il primo post non poteva che essere dedicato a Lei

Ho passato gli ultimi anni della mia vita in un mondo ovattato.
Tutto scorreva lento, bello e tranquillo come quando da bambini ti portano a giocare nel parco ad inizio primavera.

Da qualche mese mi sono ripreso. Ho il cervello intorpidito, affaticato, come un uomo che non si muove dal letto da settimane, i muscoli soffrono di spasmi improvvisi.

Eccomi qua!
Sono io.
Sono nuovamente io.

Ho visto la vita scorrere veloce come un fiume in piena, attraversarmi la mente con i suoi mille rigoglii, il suo dolce silenzio accompagnava i colori delle stagioni.

Ma ora sono nuovamente qui, sento vedo tocco, qualche scintilla mi attraversa velocemente il cranio ed improvvisamente, nel mezzo di un dolce prato verde, il ricordo, caldo, mi pervade il corpo e arriva velocemente fin su al cervello.

Eccomi qua! Nuovamente a brillare come un tempo.

E penso subito a Lei. Un senso di malinconia mi trasporta a terra.

Mi manca.

Improvvisamente, tutto acquista un senso, la rivoglio, subito.

Lei e' l'unica che puo' farmi stare bene davvero, dimentico tutto e tutti, quando sto con Lei esiste solo Lei, e' come il grande amore dei film.

Che ne sanno gli altri se Lei e' giusta per me?!
Alcuni mi dicevano non poteva che farmi star male.

Cazzate.
Ma anche se cosi fosse,
che importa?

A volte provo compassione per questi grigi chirichetti, li vedo vivere felici nei loro mondi brillanti. Li vedo sempre piu' spesso alzare il dito. Se solo provassero, questi stolti eruditi, si rimangerebbero le loro prediche con un gran sorriso.

Ed ora sono qui,
vivo,
lucido come mai prima.

Giro per le strade come un tempo, ma non c'e' alcuna traccia, so che non se ne e' andata per sempre, si fa vedere meno in giro, i tempi sono cambiati, ma so che Lei e' sempre li, da qualche parte, con qualche nuovo amico, ad aspettarmi!