martedì 2 giugno 2009

Citta' Studi

Tagliai i contatti con tutti gli amici del giro.
Presi a frequentare posti differenti.

Era l'unico modo.
Non fu facile. Mi aiutarono.

Preso il diploma, andai all'universita'.
Si apri' un mondo nuovo, i numeri mi avevano sempre affascinato.
L'universita' era un caos di stimoli, studiavo, studiavo solo in casa.

Feci nuove amicizie.
Alcuni stravaganti.
Tutte pulite.

Ero cosi immerso nell'universita' che mi sembrava di vivere una nuova vita. Eravamo oltre la meta' degli anni 90, ormai Lei era solo un ricordo. Nessuno ne parlava piu', le Sue tracce ai bordi dei marciapiedi scomparvero, era stata superata!

Io frequentavo i corsi e camminavo tra la folla con il sorriso.

Citta' Studi salvo' la mia anima dal pozzo di tristezza in cui era caduta.

Feci tutti gli esami possibili, anche quelli non necessari.

Presi la laurea e il dottorato.
Iniziai a lavorare con entusiasmo nella ricerca, poi andai via.

Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino a qui.
Ora sembro una persona di tutto rispetto, ma non sono cambiato poi cosi tanto. Quando iniziai l'universita', i miei genitori erano spaventati, d'altronde avevano ben ragione di esserlo. Poi non so cosa sia passato loro per la testa, ma li vedevo sempre piu' tranquilli e felici, questa cosa mi faceva stare bene, se non avessi avuto loro, probabilmente ora non sarei qui a scrivere questo stupido blog.

Dei vecchi amici non ho saputo piu' niente.
Mi piace ricordarmeli tutti cosi, pensando che ora stiano tutti bene,
pensando che abbiano fatto tutti come me.

Penso alla ragazzina dagli occhi brillanti e a noi due, mano nella mano.

E poi, ogni tanto, penso anche a Lei.

Cosi, affogo questi irrequieti pensieri in una dolce malinconia, scrivendo queste inutili parole.

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