domenica 9 gennaio 2011

9 gennaio 2011

Avrei gia' dovuto capirlo da tempo, perche' di tempo ne e' passato gia' tanto.Io non riusciro' mai a stare bene con me' stesso, c'e' un conflitto, una incompatibilita' alla base che ormai nessuno e nulla puo' cambiare o smussare.

Oggi e' una brutta giornata a milano, pioviggina, il cielo e' grigio, e' una citta'in agonia, come la mia stessa anima che si contorce inutilmente, senza respirare dentro un vortice incomprensibile di un dolore oscuro.Lo stesso dolore, la stessa sofferenza di molti anni fa.Ogni tanto torna, implacabile, colpisce nel silezio, senza alcuna pieta', affonda i suoi artigli nel mio cuore tenero e lascia l'ennesima cicatrice, l'ennesimo marchio. E' un monito silezioso, ricordati che tu non potrai mai stare bene, una condanna.

Non c'e' nulla che nella sostanza non vada per il verso giusto.Il lavoro va bene, le amicizie pure, non ho problemi economici, godo di buona salute.C'e' una ragazzina che mi vuole bene, con la sua innocenza e la sua vivacita' mi gironzola sempre intorno con premura, con i suoi occhietti azzurro pallido ed i suoi capelli dorati...

Eppure oggi, in questo giorno ovattato, le cose non vanno, in una sola mossa, senza alcun motivo, sono saltato indietro di anni, tutto e' vano.L'irrequietudine mi prende dal di dentro, con brutale voracita', macella ogni brandello di felicita' e crea un buco nero dentro di me.La morte porta pace, io non ho pace, ho un qualcosa di dannato dentro, condannato alla perenne ricerca di quaclosa che non esiste, non si accontenta di cio' che gia' ha, gli passa sopra senza mostrare rimorsi di alcun genere.

Ma che cosa vuole la ragazzina dagli occhi azzurro pallido? vai via, ragazzina, vai via, io non ho la forza interiore per dirtelo, ma tu non devi starmi vicino, tu mi piaci, ma non mi servi, io continuo a stare male, nonostante vada tutto bene, in me ogni cosa brucia e semina nera fuliggine avvelenata tutto intorno. Disegno, dipingo, scrivo, suono, ma tutto questo non serve a nulla. Non e' mai servito, dopotutto. E' una tristezza nera, che non lascia speranza, si espande veloce dentro me, come fosse un denso liquido nero incapace di far passare ogni forma di luce.

Cosi eccomi qui, a scrivere su questo blog l'ennesima cazzata, sperando nella vana illusione di scaricare un poco la tensione accumulata, in attesa che questa merda di xanax faccia la sua parte in questo gioco al macello dell'anima.

Neelps

2 commenti:

  1. Non è una cosa che ti entra nella pelle, è una cosa che nasce con essa. Fa troppo parte di alcune persone questo senso di profonda inquietudine, non te ne liberi mai, nemmeno nel tuo apice più alto di "felicità". Quatta bassa come un'ombra.

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  2. Bello il tuo blog, come sanno esserlo le cose dolorose. Dunque ti seguirò.

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