Avrei gia' dovuto capirlo da tempo, perche' di tempo ne e' passato gia' tanto.Io non riusciro' mai a stare bene con me' stesso, c'e' un conflitto, una incompatibilita' alla base che ormai nessuno e nulla puo' cambiare o smussare.
Oggi e' una brutta giornata a milano, pioviggina, il cielo e' grigio, e' una citta'in agonia, come la mia stessa anima che si contorce inutilmente, senza respirare dentro un vortice incomprensibile di un dolore oscuro.Lo stesso dolore, la stessa sofferenza di molti anni fa.Ogni tanto torna, implacabile, colpisce nel silezio, senza alcuna pieta', affonda i suoi artigli nel mio cuore tenero e lascia l'ennesima cicatrice, l'ennesimo marchio. E' un monito silezioso, ricordati che tu non potrai mai stare bene, una condanna.
Non c'e' nulla che nella sostanza non vada per il verso giusto.Il lavoro va bene, le amicizie pure, non ho problemi economici, godo di buona salute.C'e' una ragazzina che mi vuole bene, con la sua innocenza e la sua vivacita' mi gironzola sempre intorno con premura, con i suoi occhietti azzurro pallido ed i suoi capelli dorati...
Eppure oggi, in questo giorno ovattato, le cose non vanno, in una sola mossa, senza alcun motivo, sono saltato indietro di anni, tutto e' vano.L'irrequietudine mi prende dal di dentro, con brutale voracita', macella ogni brandello di felicita' e crea un buco nero dentro di me.La morte porta pace, io non ho pace, ho un qualcosa di dannato dentro, condannato alla perenne ricerca di quaclosa che non esiste, non si accontenta di cio' che gia' ha, gli passa sopra senza mostrare rimorsi di alcun genere.
Ma che cosa vuole la ragazzina dagli occhi azzurro pallido? vai via, ragazzina, vai via, io non ho la forza interiore per dirtelo, ma tu non devi starmi vicino, tu mi piaci, ma non mi servi, io continuo a stare male, nonostante vada tutto bene, in me ogni cosa brucia e semina nera fuliggine avvelenata tutto intorno. Disegno, dipingo, scrivo, suono, ma tutto questo non serve a nulla. Non e' mai servito, dopotutto. E' una tristezza nera, che non lascia speranza, si espande veloce dentro me, come fosse un denso liquido nero incapace di far passare ogni forma di luce.
Cosi eccomi qui, a scrivere su questo blog l'ennesima cazzata, sperando nella vana illusione di scaricare un poco la tensione accumulata, in attesa che questa merda di xanax faccia la sua parte in questo gioco al macello dell'anima.
Neelps
domenica 9 gennaio 2011
giovedì 30 dicembre 2010
ride

La tu saliva e' buona, le tue labbra hanno un gusto delicato, il contatto con la tua pelle nuda mi scarica brividi che, come fulmini, si abbattono violentemente nelle terminazioni nervose. Ho esagerarto con il vino, ma perche'? e' cosi. Si, e' cosi. Nell'esagerazione nasce l'embrione, la scintilla dello scorrere.
Avanti, sempre cosi, non importa dove, avanti!, con il vento contro o a favore, ma che importa!, la sua carezza e' fonte di dolcezza. La bellezza, nelle sue indecifrabili forme, si modella nella mia mente che, libera, fluttua danzando in una densa sostanza oliosa.
I ride through the city's backsides
I see the stars come out of the sky
The bright and hollow sky
You know it looks so good tonight.
Nel silenzio, le labbra bagnate scivolano timidamente le une sulle altre, i tuoi capelli d'oro cadono come sabbia tra le dita della mia mano, il calore dei corpi si uniforma in un affanno singhiozzato. Il ricordo violento, il braccio in catena, la testa si reclina all'indietro, la debolezza dei sensi precipita e lascia spazio all'estrema potenza dell'immaginazione, cosi gli occhi si rivoltano all'indietro mostrando il loro bianco di morte, e finalmente, le terminazioni nervose festeggiano la loro euforia indotta, meritata, l'insaziabile stimolazione dell'indefinito e' concretizzata in un momento in cui il tempo non ha significato ma che, come una terribile ondata, si scarica su scogli gommosi, caldi, in un mondo che va oltre le tre dimensioni.
Oh, the passenger,
How, how he rides
Oh, I am the passenger!
Nulla vale piu' di tutto questo.
So let's ride and ride and ride and ride
Neelps
lunedì 6 dicembre 2010
Brindisi
I frattali, nella loro bastarda coerenza insistente, governano il mondo, con infinite contraddizioni.
Terroristi mediatici,
Immigrati assassini,
Governi ubriachi.
Le transazioni finanziarie determinano la salute di una nazione e le sue banche,
sono le Chiese del nuovo millennio.
Un brindisi per il BailOut, per Finmeccanica, per MBDA.
Un brindisi per la Morgan Stanley, per Merrill Lynch, per Goldman Sachs, per JP Morgan e per tutte le rispettabili banche d'affari.
Un brindisi per Hillary Clinton e il suo 'Labour Party'.
Un brindisi per la polizia di Brescia ed il suo questore.
Un brindisi per Vladimir Putin e per tutti i suoi amichetti.
Un brindisi per la Chiesa Cattolica e per il suo illustre Papa.
Un brindisi per i bergamaschi, che possano vincere la loro lotta contro gli invasori stranieri.
Un brindisi per tutti i terroni del sud italia, che possano liberarsi della concorrenza spietata delle nuove razze.
Un brindisi per la grande Democrazia, che possa portare pace ed eguaglianza con il suo marketing made by MBDA.
Che lo scorrere di tutto questo vino, come sangue fresco, sia altrettanto doloroso.
Neelps
domenica 7 novembre 2010
Non ce la faccio piu' !!

Non ci riesco piu'!
E' l'estenuante sforzo di soffocare qualcosa che continua a vivere.
Non ci riesco piu', spingo con forza, gli tengo la testa sotto l'acqua, vedo le bollicine salire e la vita trasalire.
Ma non muore. Lo sforzo e' estenuante e mi sfinisce, non ce la faccio piu'.
E' forse ora di lasciarlo andare?
Perche' continua a respirare?
Il pianto rompe l'ostinazione e come un bambino vuole lasciarsi andare e cercare protezione nel grembo materno.
Non metto piu' la cravatta da qualche mese.
Non ho piu' sorrisi convenevoli.
La rabbia me la si legge chiara in viso.
Le persone se ne sono accorte, ma non mi interessa, voglio piangere e liberarmi dal nodo insostenibile che mi stringe il collo.
E' tempo di lasciare andare.
E' tempo di sputare su chi se lo merita.
La rabbia deve tornare a graffiare senza rimorsi, chi non si merita attenzione deve soccombore sotto un'attacco furibondo, incessante.
Non vi sopporto piu'.
C'e' un punto in cui all'arroganza bisogna rispondere con la forza, senza sosta, come animali rabbiosi bisogna scagliarsi contro questo orgoglio barbaro di qualche homo che non e' ancora arrivato ad essere sapiens e che crede di essere chissa chi' per il suo suv pagato a rate. Ma chi cazzo sei?
Ma chi cazzo te la conferisce quell'aria spavalda da scimmia buzzurra? Come cazzo ti permetti di puntare il dito verso persone il cui spessore umano non e' nemmeno quantificabile nei tuoi confronti? Coglione d'italiano, zappavi la terra e mungevi le vacche fino a qualche decennio fa, qualche migliaia di euro, non ti conferiscono la superiorita' umana nei confronti di altre etnie.
Oggi, una ragazza sudamericana, dai lineamenti indios, non so come, ha fatto risorgere in me la rabbia.
Con la sua gentile umilta', inaspettatamente, mi ha fatto un'enorme regalo.
GRAZIE.
Poi,
ho vomitato.
I succhi gastrici hanno eroso le corde vocali.
Mi piacciono cosi, sono particolari, suonano alla Janis Joplin, di quella rabbia graffiante, che non passa inosservata.
Take another little piece of my heart now!
Oh, oh, break it!
Break another little bit of my heart now, darling
Oh, oh, have a!
Have another little piece of my heart now,
You know you got it if it makes you feel good,
Oh, yes indeed.
Cosi, oggi devo lasciare andare, perche' non ce la faccio piu'.
Neelps
lunedì 25 ottobre 2010
La completezza incompleta
Oggi piove a Milano, tutte le strade sono bagnate e piene di pozzanghere. Fa anche freddo qui, a Milano. Mentre tornavo a casa dal lavoro ripensavo ad una discussione su di un blog che seguo abbastanza spesso (Chiara di Notte).
E cosi, questi pensieri, la pioggia, le pozzanghere ed il freddo hanno riportato alla mente una bellissima fotografia. Seppur forse bellissima non sia il termine piu' appropriato per definirla. Cosi girando su internet ho trovato un "fotomontaggio" che mixava tutto quanto assieme (pozzanghere, freddo e altro...) e ho deciso di copiarlo perche' e' una di quelle immagini capace di strapparti uno di quei sorrisi con un forte retrogusto amaro.
Nella copia pero' e' accaduto qualcosa di singolare e spontaneo.
Per disegnare un viso, solitamente traccio due linee perpendicolari e ci disegno attorno la forma del viso neutro. E' un gesto che faccio senza pensarci, fa parte del processo implicito del disegno, sono le linee guida che poi vengono cancellate dalle linee che formano cio' che si vuole rappresentare.
Ma questa volta credo che il disegno debba essere lasciato cosi, perche' la sua incompletezza ne completa il significato.
Siccome sono anche un po sentimentale, vorrei metterci un sottotitolo, forse avrei dovuto scriverlo direttamente sul disegno, per ora va bene cosi.

The answer, my friend, is blowin' in the wind...
Neelps
giovedì 9 settembre 2010
Milano Vogue Fashion Out Night

Le pupille si dilatano velocemente, l'alcool scorre proporzionalmente alla voglia di abbandonarsi a qualcosa di sconosciuto. Bisogna scandirlo bene, il grido furibondo, insensato, liberatorio.
v a f f a n c u l o.
Barcollo per le via di questa spocchiosa citta', via verri, via della spiga, via manzoni.
Ogni negozio, eblema del superfluo ha qualcosa da offrirti con cui ti corrompe lo spirito, l'anima, il tutto. L'effimero e' la corruzione totale del corpo che, in preda ai dolci effetti dell'alcool, si abbandona piacevolmente cullato da una sensazione di torpore eterno, abbandonando tutto cio' che e' razionalmente corretto.
Per le strade camminano demoni bellissimi, su tacchi a spillo, con pantaloni aderenti, lasciano scoperte quelle parti cosi sensualmente attraenti da provocare un turbino di sensazioni incontrollabili. Pettinature alla Lady Gaga, occhi dolci, capaci di stregarti il cuore fino alla morte. Ti conducono, in accoppiata con Bacco, al caotico piacere del vizio.
Sguardi ammiccanti, profumi speziati, dolcissimi, colpiscono il cuore come dardi avvelenati, come il morso di un serpente velenoso, provocano spasmi muscolari di un dolore acido e profondo.
Cosa si nasconde dietro queste creature cosi dolcemente decorate, cosa, nel loro animo profondo, e' soffocato dai brand del made in italy?
Zegna, offre dello spumante buonissimo, in bicchieri da intenditore con mandorle fresce dal sapore naturale e dolce. Una fotografa, con il suo sguardo ruggente mi passa accanto, mora, nel suo aspetto ingiustamente meraviglioso lascia un solco permanente nel mio inerme cuore.
Giorgio si fa fotografare con invidiosi sognatori di un successo bramato che mai gli sara' riconosciuto. Una Cucinotta tutta agghindata entra sul retro di via Manzoni, con la sua guardia del corpo, raggiunge il Re della moda milanese e, circondato nel suo emporio del lusso, accecanti flash partono a raffica rimbalzando velocemente per i numerosi specchi fino a morire nel nero profondo.
Dentro e fuori.
Vecchi nauseabondi mostrano con disinvoltura i loro oggetti del giorno, giovani ragazze, bellissime, con occhi di ghiaccio, gli si trascinano attorno come fossero cagne selvatiche addomesticate.
Ecco Milano, nel suo inutile splendore, brillare di quella luce artificiale, artefatta, drogata.
Nuotare negli effetti dell'alcool.
I sensi si svuotano del razionale senso di soffocamento.
Piu' ingerisco questo spumante gratuito offerto dai famosi brand del made in italy, piu' arrivo a toccare il mio eden. Ma la mia sazieta' non raggiunge la sua completezza, desidera i corpi, uno dietro l'altro, di questi splendidi animali decorati, dolci.
L'estetica del bello, non conosce sazieta'.
Desidero fare da parte la frangetta mora e scoprire quel meraviglioso occhio vestito di blue pastello. Il profumo del suo corpo e' un misto tra incenso e un aroma preziosa. Il suo calore, in questa giornata di un triste settembre, e' un attrazione irresistibile.
Le sue mani.
Le sue braccia, esili e innocenti, attendono di essere accarezzate.
Veste uno strofinaccio di una seta finissima, made in China, ma brandizzata Armani.
La cenere cade a terra, trascinata con forza dalla gravita'.
Brucia il tabacco, lasciando dietro di se', disegni volubili che si dissolvono velocemente.
L'incontro delle labbra sulle labbra ha un effetto devastante, l'alcool deve scorrere nelle vene, perche' apre i recinti ad un essere ignoto. L'umido della saliva, il tessuto setoso, il girovita caldo.
Non c'e' ragione per il razionale.
Non c'e' nulla da comprendere, non c'e' senso che puo' essere compreso appieno quando si padroneggia la razionalita'.
Il tutto deve essere irrazionale.
Devo avere tutto fuori dal mio controllo.
Amo giocare con il caso.
Il chaos partorisce l'imprevedibilita', la gioia.
Diffido di chi, ama tenere sempre tutto sotto controllo.
Cammino barcollando, nei cunicoli sotterranei della Milano Vogue Fashion.
Out there in the city, quali limiti?, arroganti ignoranti!, mangiate biada nei vostri stretti recinti.
Pascolano beati, loro! nella loro illusione di liberta' inviolabile, il loro libero arbitrio, nulla e' se non l'illusione di un brand luccicante.
Come stupidi pesci abboccano ad ogni luccichio in movimento.
Bevi l'ultimo bicchiere di bollicine made in France. Stupido idiota!
Cosi voglio essere, stupido ed idiota.
Nella mia felicita' apparente, vera o irreale che sia, perso in un campo senza limiti, in una dimensione inconsistente di una geometria irreale.
Fluttuo nel vuoto, dove i sensi non hanno potere, ogni bussola e' senza magnete.
Non vedo piu' nulla, solo luci colorate, indistinte, occhi meravigliosi, abbiamo una bellissima random walk, urtiamo il calore di altri corpi in cerca del loro rainbow, tutto si mischia in una unica miscela colorata, calda, fresca, senza senso.
Rimane solo il gusto ed il calore delle mia labbra sulle tue.
Ed il vento, che amico, ci accarezza con cura.
Neelps
martedì 7 settembre 2010
Imbrattare!
Goccie rosse cadono,
caotiche,
violente,
decise.
La vernice imbratta la tela del suo sangue ruvido.
Pennellate nere, dense come fango, solcano la bianca innocenza di un dipinto straziato. Disegnano esili ombre sinistre che, come fumo, svaniscono nel vuoto.
Brandelli grumosi, sfilacciati, vestono i timidi spazi bianchi.
Solchi decisi, di un pennello senza vita, compongono il terrore in quattro lettere.
Rosso come il sangue che sgorga da una vena bucata, schizza copioso, esplodendo in disegni caotici racchiusi in uno spazio euclideo. Lettere nere sovrastano prepotentemente, soffocandolo, il giallo di una vita alla catena. Esili figure, come vessilli di morte, sorvegliano il recinto invalicabile della speranza che, sconfitta, danza compulsivamente in uno spazio troppo stretto.
Pain.
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