Avrei gia' dovuto capirlo da tempo, perche' di tempo ne e' passato gia' tanto.Io non riusciro' mai a stare bene con me' stesso, c'e' un conflitto, una incompatibilita' alla base che ormai nessuno e nulla puo' cambiare o smussare.
Oggi e' una brutta giornata a milano, pioviggina, il cielo e' grigio, e' una citta'in agonia, come la mia stessa anima che si contorce inutilmente, senza respirare dentro un vortice incomprensibile di un dolore oscuro.Lo stesso dolore, la stessa sofferenza di molti anni fa.Ogni tanto torna, implacabile, colpisce nel silezio, senza alcuna pieta', affonda i suoi artigli nel mio cuore tenero e lascia l'ennesima cicatrice, l'ennesimo marchio. E' un monito silezioso, ricordati che tu non potrai mai stare bene, una condanna.
Non c'e' nulla che nella sostanza non vada per il verso giusto.Il lavoro va bene, le amicizie pure, non ho problemi economici, godo di buona salute.C'e' una ragazzina che mi vuole bene, con la sua innocenza e la sua vivacita' mi gironzola sempre intorno con premura, con i suoi occhietti azzurro pallido ed i suoi capelli dorati...
Eppure oggi, in questo giorno ovattato, le cose non vanno, in una sola mossa, senza alcun motivo, sono saltato indietro di anni, tutto e' vano.L'irrequietudine mi prende dal di dentro, con brutale voracita', macella ogni brandello di felicita' e crea un buco nero dentro di me.La morte porta pace, io non ho pace, ho un qualcosa di dannato dentro, condannato alla perenne ricerca di quaclosa che non esiste, non si accontenta di cio' che gia' ha, gli passa sopra senza mostrare rimorsi di alcun genere.
Ma che cosa vuole la ragazzina dagli occhi azzurro pallido? vai via, ragazzina, vai via, io non ho la forza interiore per dirtelo, ma tu non devi starmi vicino, tu mi piaci, ma non mi servi, io continuo a stare male, nonostante vada tutto bene, in me ogni cosa brucia e semina nera fuliggine avvelenata tutto intorno. Disegno, dipingo, scrivo, suono, ma tutto questo non serve a nulla. Non e' mai servito, dopotutto. E' una tristezza nera, che non lascia speranza, si espande veloce dentro me, come fosse un denso liquido nero incapace di far passare ogni forma di luce.
Cosi eccomi qui, a scrivere su questo blog l'ennesima cazzata, sperando nella vana illusione di scaricare un poco la tensione accumulata, in attesa che questa merda di xanax faccia la sua parte in questo gioco al macello dell'anima.
Neelps
Visualizzazione post con etichetta Lei. Mostra tutti i post
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domenica 9 gennaio 2011
giovedì 30 dicembre 2010
ride

La tu saliva e' buona, le tue labbra hanno un gusto delicato, il contatto con la tua pelle nuda mi scarica brividi che, come fulmini, si abbattono violentemente nelle terminazioni nervose. Ho esagerarto con il vino, ma perche'? e' cosi. Si, e' cosi. Nell'esagerazione nasce l'embrione, la scintilla dello scorrere.
Avanti, sempre cosi, non importa dove, avanti!, con il vento contro o a favore, ma che importa!, la sua carezza e' fonte di dolcezza. La bellezza, nelle sue indecifrabili forme, si modella nella mia mente che, libera, fluttua danzando in una densa sostanza oliosa.
I ride through the city's backsides
I see the stars come out of the sky
The bright and hollow sky
You know it looks so good tonight.
Nel silenzio, le labbra bagnate scivolano timidamente le une sulle altre, i tuoi capelli d'oro cadono come sabbia tra le dita della mia mano, il calore dei corpi si uniforma in un affanno singhiozzato. Il ricordo violento, il braccio in catena, la testa si reclina all'indietro, la debolezza dei sensi precipita e lascia spazio all'estrema potenza dell'immaginazione, cosi gli occhi si rivoltano all'indietro mostrando il loro bianco di morte, e finalmente, le terminazioni nervose festeggiano la loro euforia indotta, meritata, l'insaziabile stimolazione dell'indefinito e' concretizzata in un momento in cui il tempo non ha significato ma che, come una terribile ondata, si scarica su scogli gommosi, caldi, in un mondo che va oltre le tre dimensioni.
Oh, the passenger,
How, how he rides
Oh, I am the passenger!
Nulla vale piu' di tutto questo.
So let's ride and ride and ride and ride
Neelps
sabato 14 agosto 2010
Lullaby
14.8.2010
Milano
Sta piovendo, sembra una giornata di fine settembre quando il cielo blu, ormai in agonia, lascia il suo trono al nuovo pretendente. Cosi, in questa giornata vuota ed inconcludente, volevo scrivere qualcosa su questo disperato blog, ma poi mi sono detto, che cosa e' un blog? un insieme di contenuti testuali e multimediali, quindi, una volta tanto, perche' non postare qualcosa di multimediale? Perche' ricorrere sempre alla scrittura?
Ecco allora, questo post multimediale, diverso dagli altri, timido, magrolino, raffreddato, tremante e forse, ridicolo.
Una versione lenta, forse troppo, senza grinta, rassegnata, dei Velvet Underground, sussurrata e sicuramente piena di errori, ma la qualita' dell'esecuzione non e' d'interesse adesso, il catturare quell'attimo di vita, quegli istanti particolari di questa giornata, a questo dono la mia attenzione, purtroppo il microfono che ho usato non e' stato in grado di catturare la dolce pioggia in sottofondo e la qualita' audio e' quella che e', buona la prima, cosi, tutta d'un colpo. Un timido scusa a tutti.
Lullaby, mi pare una buona ridenominazione dell'originale.
;)
Neelps
venerdì 26 febbraio 2010
Il miglior antidepressivo
Ieri sera ho seguito Annozero ed il dibattito sulle droghe. Non ho mai compreso pienamente il motivo per cui, questi dibattiti, siano completamente inutili e sterili.
La droga fa male.
La droga uccide.
Pesanti, Leggere e via dicendo...ogni volta la solita storia.
Tutte cose che lasciano sempre il tempo che trovano.
"La droga e' un ottimo antidepressivo."
Forse qualcuno e' cosi inetto da negare questa verita'?
Chi fa uso di Tavor, Xanax, En e via dicendo non sa forse che queste sono droghe? tutte creano dipendenza. Certo non come Lei, La Regina. Ma perche' Lei e' un qualcosa di superiore. Ed e' qui che qualsiasi dibattito si arena e, in agonia, muore nel silenzio dell'inutilita'.
Ma Lei e' sconvolgente, Lei e' al di sopra di Dio.
Se cosi non fosse che ragioni si avrebbero per infilarsi un ago nel braccio ? Lo potresti fare due o tre volte ma poi? cosa ti indurrebbe a farlo nuovamente se fosse soltanto una cosa buona ?
Meglio quaranta goccie di Xanax, una coperta, un divano ed una vecchia serie TV.
Meglio un po di maria fumata nel tiepido vento primaverile, seduti sui gradini di qualche vecchio monumento, ad osservare con acuta malinconia, tutte le bellezze dell'arte.
Meglio del buon vino, in eccesso, seduti all'aperto, le sere di fine estate, in mezzo al verde ed al profumo dei fiori bruciati dal sole morente.
Eppure, in un disgustoso bagno pubblico, in qualche vicolo buio e sporco, dove l'immondizia si raggruma con il passare del tempo, Lei, non ha rivali.
Ma in questi dibattiti insulsi, nessuno fa mai le domande giuste.
martedì 29 settembre 2009
Gli ultimi giorni di Settembre
Gli ultimi giorni di settembre per me hanno sempre avuto un significato particolare. Sono giorni in cui il sole, pigro, scalda ancora.
Avevo 20 anni, camminavo per via Celoria con i primi libri sotto braccio, Unix System V ed Algebra Lineare. Le foglie dei platani iniziavano a cadere e a formare quel manto disordinato sui marciapiedi pieni di studenti.L'aria fresca ed il sole luminoso di quelle giornate rappresentavano per me la vita pura, pura come non era mai stata.
Le ansie, le paure, la tristezza degli anni passati sembravano solo un brutto ricordo da rinchiudere segretamente in un piccolo e remoto angolo in fondo al mio cervello.
Ero in questo meraviglioso mondo chiamato Citta' Studi.
E Lei,
Lei non c'era piu',
Riuscivo a passare giorni, settimane, senza pensarLa.
Si, forse, in quegli ultimi giorni di settembre, ero felice, di una felicita' nuova, naturale, una felicita' che non provavo da anni.
Subito prima del dipartimento di Chimica c'era un piccolo parco, contornato da alberi alti e stretti. Ogni tanto mi fermavo li, al sole, a leggere o a mangiare qualcosa, prima di tornare a casa.Ero solo, volevo stare solo, avevo paura, paura delle amicizie.
Una volta una ragazza mora si sedette poco distante da me con una sua amica. Aveva i capelli mossi, gli occhi di un marrone chiaro, luminosi. I nostri sguardi si incrociarono mentre il suo viso veniva accarezzato dal timido sole di settembre,la vidi cosi, in quella sua bellezza sfuggente, e provai una dolce stretta al cuore.Un giorno di ottobre la rividi, si accorse che la osservavo, si giro e mi sorrise.Feci finta di nulla perche' avevo paura, una paura folle.
Ben presto incominciai a stringere amicizie con i miei compagni di corso e capii che non avevo nulla da temere.Era un mondo lontano da quello che avevo conosciuto in precedenza, andava tutto bene, molto bene.Parlavamo dei corsi, dei compitini, delle ragazze, del blueboxing, della slackware 3.0, di itapac.
And I shed a tear
When I think about last September morning
Ancora oggi, quando ascolto questa canzone, mi rivedo passeggiare tra le foglie secche con i libri sotto braccio,mi ricordo seduto nel prato, ricordo lo sguardo di quella bellissima ragazza e ancora, per tutto questo,provo una dolce stretta al cuore.
lunedì 27 luglio 2009
domenica 19 luglio 2009
I nervosetti
Thanks god it's friday!
Torno a casa nel mio solito secondo vagone della MM2 milanese.
Una buona dose di alcool in corpo, quel tanto che basta per confondere la noisa lucidita'. Sono seduto difianco ad una signora, sui 45-50anni. Affascinante, di una singolare bellezza, attraente.
Davanti a me ho due ragazzi, sulla ventina. Si muovono a scatti, parlano con nervosismo, i muscoli si contraggono insistentemente. Gli occhi sono infuocati. Continuano a gesticolare in modo nervoso e a ripetere le frasi ricalcando le parole con rabbia. Mi danno davvero sui nervi, io sono cosi calmo con tutto questo alcool che mi scorre per il corpo e questi due nervosetti e sudaticci non fanno altro che rovinare il mio piccolo Eden.
E cosi per 20minuti continuano a ripetere le stesse cose,
le stesse cose,
noiosi come un disco rotto,
rotto,
nervosi,
con i movimenti a scatti, a scatti!
Cosi, al limite della decenza, mi rivolgo all'attraente signora e le dico:
"Lei non rimpiange gli anni dell'Ero?"
martedì 16 giugno 2009
Perche' non ci arrivo?
L'Eroina e' la cosa piu' stupida che un essere umano possa usare.
E' stupida perche' non da un senso alla vita.
E' stupida perche' non richiede un grande sforzo.
Quando infili l'ago, il sangue rifluisce all'interno, e' un particolare grazioso.
Il momento del buco in se' e' sempre causa di timori, quel leggero pizzicore, quel timido dolore che buca la pelle, l'inerzia della carne, la parete della vena, cosi delicata, docile e voluttuosa.
Ti spegne d'un colpo, Lei. Non c'e' piu' niente d'altro che valga la pena fare. Nessuna ambizione, nessun desiderio, nessun stimolo, niente di niente.
Lei e' il tutto.
A che serve il resto? La vita' e' un inutile contorno, un di piu'.
E anche se la vita' fosse felice di default, potrebbe anche essere piacevole assaporarla ogni tanto, a dosi controllate, ma visto che di solito felice non e', che ragioni si hanno per poterla, come si dice, vivere?
L'amore ?
Interessante. Ma e' amore per Lei.
La passione ?
E' passione per Lei.
Il sesso?
Vale zero.
Che altro?
Ambizione? Procreazione ?
A che servono ?
Emozioni?
La vita e' emozionante? ma quando mai! forse a prenderne dei ritagli che a malapena, nell'arco di una vita intera, puoi misurare in giorni. Ma caro lettore, diluisci questi giorni in decenni, cosa ne rimane? E' come diluire un calice del miglior Chianti in una botte d'acqua. Bevilo, caro lettore, e non ne trarrai che un leggero e fastidioso sapore aspro, un colore inadeguato, sporco, da disturbare anche la limpidezza naturale dell'acqua.
Lancio un urlo disperato in questo deserto digitale, e seriamente, chiedo a tutti,
perche' no?
Cosa dimentico, cosa, la mia mente ofuscata e pallida in questa calda sera di giugno, non riesce a cogliere per l'ennesima volta?
venerdì 12 giugno 2009
Stupidi ed Incoscienti
No!
Noi non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.
Noi, Sapevamo tutto.
E che cazzo! siamo cresciuti nella Milano degli anni 80!
Siamo cresciuti con le persone dal contorno viola!
Noi, Sapevamo tutto.
Sapevamo dei morti,
Sapevamo degli effetti,
Sapevamo della dipendenza,
Sapevamo delle malattie,
Sapevamo della malattia,
Sapevamo come e cosa fare, per filo e per segno.
No!
Non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.
Quindi?
Noi non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.
Noi, Sapevamo tutto.
E che cazzo! siamo cresciuti nella Milano degli anni 80!
Siamo cresciuti con le persone dal contorno viola!
Noi, Sapevamo tutto.
Sapevamo dei morti,
Sapevamo degli effetti,
Sapevamo della dipendenza,
Sapevamo delle malattie,
Sapevamo della malattia,
Sapevamo come e cosa fare, per filo e per segno.
No!
Non eravamo ne' stupidi, ne' incoscienti.
Quindi?
martedì 2 giugno 2009
Citta' Studi
Tagliai i contatti con tutti gli amici del giro.
Presi a frequentare posti differenti.
Era l'unico modo. Non fu facile. Mi aiutarono.
Preso il diploma, andai all'universita'.
Si apri' un mondo nuovo, i numeri mi avevano sempre affascinato.
L'universita' era un caos di stimoli, studiavo, studiavo solo in casa.
Feci nuove amicizie.
Alcuni stravaganti.
Tutte pulite.
Ero cosi immerso nell'universita' che mi sembrava di vivere una nuova vita. Eravamo oltre la meta' degli anni 90, ormai Lei era solo un ricordo. Nessuno ne parlava piu', le Sue tracce ai bordi dei marciapiedi scomparvero, era stata superata!
Io frequentavo i corsi e camminavo tra la folla con il sorriso.
Citta' Studi salvo' la mia anima dal pozzo di tristezza in cui era caduta.
Feci tutti gli esami possibili, anche quelli non necessari.
Presi la laurea e il dottorato. Iniziai a lavorare con entusiasmo nella ricerca, poi andai via.
Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino a qui. Ora sembro una persona di tutto rispetto, ma non sono cambiato poi cosi tanto. Quando iniziai l'universita', i miei genitori erano spaventati, d'altronde avevano ben ragione di esserlo. Poi non so cosa sia passato loro per la testa, ma li vedevo sempre piu' tranquilli e felici, questa cosa mi faceva stare bene, se non avessi avuto loro, probabilmente ora non sarei qui a scrivere questo stupido blog.
Dei vecchi amici non ho saputo piu' niente.
Mi piace ricordarmeli tutti cosi, pensando che ora stiano tutti bene,
pensando che abbiano fatto tutti come me.
Penso alla ragazzina dagli occhi brillanti e a noi due, mano nella mano.
E poi, ogni tanto, penso anche a Lei.
Cosi, affogo questi irrequieti pensieri in una dolce malinconia, scrivendo queste inutili parole.
Presi a frequentare posti differenti.
Era l'unico modo. Non fu facile. Mi aiutarono.
Preso il diploma, andai all'universita'.
Si apri' un mondo nuovo, i numeri mi avevano sempre affascinato.
L'universita' era un caos di stimoli, studiavo, studiavo solo in casa.
Feci nuove amicizie.
Alcuni stravaganti.
Tutte pulite.
Ero cosi immerso nell'universita' che mi sembrava di vivere una nuova vita. Eravamo oltre la meta' degli anni 90, ormai Lei era solo un ricordo. Nessuno ne parlava piu', le Sue tracce ai bordi dei marciapiedi scomparvero, era stata superata!
Io frequentavo i corsi e camminavo tra la folla con il sorriso.
Citta' Studi salvo' la mia anima dal pozzo di tristezza in cui era caduta.
Feci tutti gli esami possibili, anche quelli non necessari.
Presi la laurea e il dottorato. Iniziai a lavorare con entusiasmo nella ricerca, poi andai via.
Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino a qui. Ora sembro una persona di tutto rispetto, ma non sono cambiato poi cosi tanto. Quando iniziai l'universita', i miei genitori erano spaventati, d'altronde avevano ben ragione di esserlo. Poi non so cosa sia passato loro per la testa, ma li vedevo sempre piu' tranquilli e felici, questa cosa mi faceva stare bene, se non avessi avuto loro, probabilmente ora non sarei qui a scrivere questo stupido blog.
Dei vecchi amici non ho saputo piu' niente.
Mi piace ricordarmeli tutti cosi, pensando che ora stiano tutti bene,
pensando che abbiano fatto tutti come me.
Penso alla ragazzina dagli occhi brillanti e a noi due, mano nella mano.
E poi, ogni tanto, penso anche a Lei.
Cosi, affogo questi irrequieti pensieri in una dolce malinconia, scrivendo queste inutili parole.
domenica 31 maggio 2009
Amore disperato
Oggi mi va di raccontare un po di amore disperato, un amore spinto oltre, con il retrogusto di tristezza, di quello che in pochi possono capire.
Non avevo nemmeno 17 anni. Uscii di corsa appena finito di mangiare, era un sabato di giugno. Il sabato era Il giorno.
Incontrai la ragazzina alla MM2 di Loreto, l'uscita sotto la Upim.
Appena la vidi ci abbracciammo.
Avevamo gia' tutto.
Gli altri ci avrebbero raggiunti a porta ticinese.
Quando arrivammo, due di loro erano gia' la, andammo alle Colonne per berci una coca cola.Io e la ragazzina passammo un po di tempo da soli seduti per terra a parlare di noi e a coccolarci un po.
Ci riunimmo agli altri e andammo al parco li dietro.
Poi giunse L'ora. Andammo in un posto poco piu' isolato.
Preparammo le spade. Prima lei, poi io.
La tenevo stretta a me.
Mentre ci stringevamo arrivo' l'ondata.
Fu una cosa che non si puo' spiegare.
domenica 24 maggio 2009
La caduta libera
NOTA: La foto e' di Isabella Balena ed e' solo rappresentativa.
Io e la ragazzina stavamo assieme e facevamo quel che facevamo.
Quando a scuola si sparse la voce, uno dei chirichetti venne da me. Era uno di quelli che gli giravano sempre attorno.
Cosi mi vomito' adosso la sua predica.
I suoi occhi erano colmi di odio.
Non ero un ragazzo aggressivo, ne violento, non lo sono mai stato. Nemmeno quando ce ne sarebbe stato bisogno. Ero solo uno sensibile. La ragazzina questo lo apprezzava.
Il chirichetto inizio' a tormentarmi, nella speranza vana di fare colpo sulla ragazzina. Finche' un giorno un nostro amico, uno del nostro giro, decise che era ora di finirla.
Decise di dare una lezione al chirichetto.
Funziono', per un po.
Ma poi il chirichetto corse a piangere dal papa.
Fu cosi che ebbe inizio la fine.
Ci cadde tutto adosso.
Non potevamo piu' uscire, vederci, telefonarci.
Fu cosi che Lei entro' prepotentemente, senza piu' regole, tra noi due.
Lo facevamo sempre assieme ma ora, ognuno per se', da soli, con il solo conforto di Lei.
Fu cosi che la situazione degenero' completamente,
Fu cosi che Lei venne in cima a tutto e tutti.
Fu cosi che io mi dimeticai della ragazzina e che la ragazzina si dimentico' di me.
Fu cosi che conobbi il lato piu' oscuro del mondo.
Era sabato pomeriggio.
Mi risvegliai dopo 2 o 3 ore,
solo, sdraiato in mezzo alla sporcizia,
sul retro della stazione centrale.
E con il cuore colmo di tristezza,
piansi.
venerdì 15 maggio 2009
La dolce ragazzina

Scrivere dovrebbe farmi bene ed invece non va cosi.
Non va mai cosi.
Ho rivangato dei vecchi ricordi che ora mi uccidono di tristezza.
L'attrice nella foto assomiglia moltissimo a quella dolce ragazzina, stesso sguardo, stessa fisionomia.
Facevamo tutto quello che fanno i ragazzini innamorati di quell'eta'.
Ci tenevamo per mano, ci sfioravamo delicatamente finche' non ci veniva la pelle d'oca. Ci baciavamo. Stavamo ore a parlare del futuro, dei nostri sogni. Ascoltavamo i Cinderella, Heartbreak Station.
Oggi sono uscito presto dal lavoro, pioveva, sono andato a trovare i miei. Camminavo solo sotto la pioggia per le stesse vie, non ho fatto altro che pensare alla ragazzina e alla sua dolcezza.
Erano i primi anni '90. Milano.
Ricordo il suo sorriso, mentre cantavamo One for Rock & Roll.
Si ondeggiava ballando, mi guardava negli occhi e sorrideva.
Now I dont need to worry bout tomorrow
Aint anticipating whats to come
And I dont need to worry bout the things I have not done
Long as I got rock and roll Im forever young
Facevamo tutto quello che fanno i ragazzini innamorati di quell'eta'.
E poi facevamo un'altra cosa.
Ci schizzavamo l'eroina in vena.
giovedì 14 maggio 2009
Una sera di Maggio
All'epoca ero un ragazzino e uscivo con una ragazzina.
Aveva i capelli quasi neri, a caschetto, che li coprivano la fronte, occhi marroni ed un viso splendido. Andavamo davvero d'accordo, ho sempre dei bei ricordi quando ci penso.
Nel mese di maggio, uscivamo spesso la sera, passeggiavamo mano nella mano. Il profumo dell'erba e dell'estate in arrivo, era straordinario. La leggera brezza ci scaldava a vicenda e i nostri corpi si sfioravano imbarazzati.
Stavamo sempre assieme.
Ci cercavamo, con impazienza, gli tenevo la mano, la guardavo negli occhi, non c'era bisogno di altro, una carezza, un abbraccio, un sorriso.
Le prime volte lo facemmo assieme, ci prendemmo cura l'uno dell'altro.
E' una cosa che non e' possibile dimenticare, mai.
Non sono in grado di spiegarlo,
Non si puo' spiegare,
Non c'e' sensazione che possa essere paragonata.
Poco dopo entrambi pensavamo solo a Lei, nulla aveva piu' importanza.
Sono passati 15 anni, ogni tanto ricordo la dolce ragazzina dai capelli a caschetto. Ci separammo senza nemmeno saperlo, senza parlarne, senza guardarci negli occhi, senza spiegazioni, senza lacrime.
Non seppi piu' nulla.
Oggi ho visto un ragazzino magrolino ed una ragazzina dai capelli a caschetto, mano nella mano. Il profumo di maggio, i grilli che cantavano.
Ho pianto.
I genitori si trasferirono, lo fecero per la ragazzina.
Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.
La immagino adulta, bellissima, ancora con i suoi sogni ed il suo sorriso.
Sono sicuro che si ricordera' di me, per le nostre camminate le sere di maggio, per i nostri sogni, per le tenerezze, per l'imbarazzo, ma si ricordera' anche di Lei, soprattutto di Lei.
Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.
Avrei voluto tenerle la mano quando Le disse addio.
Perche' io voglio pensare che questo sia accaduto!
Aveva i capelli quasi neri, a caschetto, che li coprivano la fronte, occhi marroni ed un viso splendido. Andavamo davvero d'accordo, ho sempre dei bei ricordi quando ci penso.
Nel mese di maggio, uscivamo spesso la sera, passeggiavamo mano nella mano. Il profumo dell'erba e dell'estate in arrivo, era straordinario. La leggera brezza ci scaldava a vicenda e i nostri corpi si sfioravano imbarazzati.
Stavamo sempre assieme.
Ci cercavamo, con impazienza, gli tenevo la mano, la guardavo negli occhi, non c'era bisogno di altro, una carezza, un abbraccio, un sorriso.
Le prime volte lo facemmo assieme, ci prendemmo cura l'uno dell'altro.
E' una cosa che non e' possibile dimenticare, mai.
Non sono in grado di spiegarlo,
Non si puo' spiegare,
Non c'e' sensazione che possa essere paragonata.
Poco dopo entrambi pensavamo solo a Lei, nulla aveva piu' importanza.
Sono passati 15 anni, ogni tanto ricordo la dolce ragazzina dai capelli a caschetto. Ci separammo senza nemmeno saperlo, senza parlarne, senza guardarci negli occhi, senza spiegazioni, senza lacrime.
Non seppi piu' nulla.
Oggi ho visto un ragazzino magrolino ed una ragazzina dai capelli a caschetto, mano nella mano. Il profumo di maggio, i grilli che cantavano.
Ho pianto.
I genitori si trasferirono, lo fecero per la ragazzina.
Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.
La immagino adulta, bellissima, ancora con i suoi sogni ed il suo sorriso.
Sono sicuro che si ricordera' di me, per le nostre camminate le sere di maggio, per i nostri sogni, per le tenerezze, per l'imbarazzo, ma si ricordera' anche di Lei, soprattutto di Lei.
Vorrei sapere che non e' stato difficile.
Vorrei sapere che stia bene.
Avrei voluto tenerle la mano quando Le disse addio.
Perche' io voglio pensare che questo sia accaduto!
mercoledì 13 maggio 2009
Il primo post non poteva che essere dedicato a Lei
Ho passato gli ultimi anni della mia vita in un mondo ovattato.
Tutto scorreva lento, bello e tranquillo come quando da bambini ti portano a giocare nel parco ad inizio primavera.
Da qualche mese mi sono ripreso. Ho il cervello intorpidito, affaticato, come un uomo che non si muove dal letto da settimane, i muscoli soffrono di spasmi improvvisi.
Eccomi qua!
Sono io.
Sono nuovamente io.
Ho visto la vita scorrere veloce come un fiume in piena, attraversarmi la mente con i suoi mille rigoglii, il suo dolce silenzio accompagnava i colori delle stagioni.
Ma ora sono nuovamente qui, sento vedo tocco, qualche scintilla mi attraversa velocemente il cranio ed improvvisamente, nel mezzo di un dolce prato verde, il ricordo, caldo, mi pervade il corpo e arriva velocemente fin su al cervello.
Eccomi qua! Nuovamente a brillare come un tempo.
E penso subito a Lei. Un senso di malinconia mi trasporta a terra.
Mi manca.
Improvvisamente, tutto acquista un senso, la rivoglio, subito.
Lei e' l'unica che puo' farmi stare bene davvero, dimentico tutto e tutti, quando sto con Lei esiste solo Lei, e' come il grande amore dei film.
Che ne sanno gli altri se Lei e' giusta per me?!
Alcuni mi dicevano non poteva che farmi star male.
Cazzate.
Ma anche se cosi fosse,
che importa?
A volte provo compassione per questi grigi chirichetti, li vedo vivere felici nei loro mondi brillanti. Li vedo sempre piu' spesso alzare il dito. Se solo provassero, questi stolti eruditi, si rimangerebbero le loro prediche con un gran sorriso.
Ed ora sono qui,
vivo,
lucido come mai prima.
Giro per le strade come un tempo, ma non c'e' alcuna traccia, so che non se ne e' andata per sempre, si fa vedere meno in giro, i tempi sono cambiati, ma so che Lei e' sempre li, da qualche parte, con qualche nuovo amico, ad aspettarmi!
Tutto scorreva lento, bello e tranquillo come quando da bambini ti portano a giocare nel parco ad inizio primavera.
Da qualche mese mi sono ripreso. Ho il cervello intorpidito, affaticato, come un uomo che non si muove dal letto da settimane, i muscoli soffrono di spasmi improvvisi.
Eccomi qua!
Sono io.
Sono nuovamente io.
Ho visto la vita scorrere veloce come un fiume in piena, attraversarmi la mente con i suoi mille rigoglii, il suo dolce silenzio accompagnava i colori delle stagioni.
Ma ora sono nuovamente qui, sento vedo tocco, qualche scintilla mi attraversa velocemente il cranio ed improvvisamente, nel mezzo di un dolce prato verde, il ricordo, caldo, mi pervade il corpo e arriva velocemente fin su al cervello.
Eccomi qua! Nuovamente a brillare come un tempo.
E penso subito a Lei. Un senso di malinconia mi trasporta a terra.
Mi manca.
Improvvisamente, tutto acquista un senso, la rivoglio, subito.
Lei e' l'unica che puo' farmi stare bene davvero, dimentico tutto e tutti, quando sto con Lei esiste solo Lei, e' come il grande amore dei film.
Che ne sanno gli altri se Lei e' giusta per me?!
Alcuni mi dicevano non poteva che farmi star male.
Cazzate.
Ma anche se cosi fosse,
che importa?
A volte provo compassione per questi grigi chirichetti, li vedo vivere felici nei loro mondi brillanti. Li vedo sempre piu' spesso alzare il dito. Se solo provassero, questi stolti eruditi, si rimangerebbero le loro prediche con un gran sorriso.
Ed ora sono qui,
vivo,
lucido come mai prima.
Giro per le strade come un tempo, ma non c'e' alcuna traccia, so che non se ne e' andata per sempre, si fa vedere meno in giro, i tempi sono cambiati, ma so che Lei e' sempre li, da qualche parte, con qualche nuovo amico, ad aspettarmi!
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