domenica 13 giugno 2010
domenica 6 giugno 2010
La necessita' dello schizzo
Sentire la grafite nera, spalmarsi, sensualmente sulla carta, e' una sensazione che non e' facile da spiegare ne' da comprendere. La senti sotto di te, frantumarsi, gioire di piacere mentre si unisce carnalmente alla carta, si consuma, si colora, l'affanno cresce, inesorabile, gradualmente, verso le forme modellate fino a scoppiare in quello che si definisce schizzo, draft, sketch.

Neelps ;-)
No! e' morto, ancora!
Cazzo, non e' possibile.
Stava bene ieri sera. L'ho visto sguizzare vispo nella vaschetta. L'ho nutrito come al solito e l'ho visto "cibarsi" correttamente.
Avevo dei pesciolini, ma continuano a morire! perche'?!
Una volta uno, di quelli rossi, si e' addirittura suicidato balzando fuori dalla vaschetta, lo ritrovai la mattina sul pavimento primo di vita con gli evidenti segnali di una lenta morte da soffocamento.
L'acqua sparsa in giro mostrava con quale atrocita' aveva affrontato l'innato istinto di sopravvivenza, dimenandosi furiosamente, dal profondo dolore provocato dalla mancanza di ossigeno.
Questa mattina mi sono svegliato e l'ho trovato a pancia in su, che galleggiava, immobile, con gli occhi sbarrati, privi di vita nell'acqua limpida. Chissa' quale dolore l'ha colto nella notte silenziosa, un grido inascoltato, mentre tutti dormivano, i suoi occhi lentamente, si spegnevano, soli.
Privi di vita, nell'acqua limpida.
Non gli avevo dato ancora un nome, cosi e' morto, senza nome.
Ma perche' muoiono cosi facilmente questi eleganti esserini?
In vita era bellissimo, con la sua coda lunga e nera, sfilava nella vaschetta con l'eleganza e la gentilezza che solo un pesce puo' avere. Ma da morto, sembrava una poltiglietta nera insignificante, scialba, una macchia d'inchiostro da rimuovere, nella rotta armonia dell'acqua.
Ho pulito la vaschetta e l'ho riempita ancora con dell'acqua fresca, vederla li, nel suo splendore cristallino, ma vuota, ha un qualcosa di artistico, e' un dardo che ti attraversa il corpo, i sensi e la mente, e' l'emblema della purezza, immobile, scontata, e' la prua della nave, senza il suo goffo albatros.
Neelps
domenica 23 maggio 2010
Via Padova e' meglio di Milano
Questo pomeriggio sono stato alla festa di via Padova, uno dei luoghi piu' discussi di Milano.
Ho fatto una passeggiata breve, per sentire il caldo sole estivo sulla pelle. Devo dire la verita', questa festa mi ha fatto una gran pena, mi ha lasciato l'amaro in bocca. Qualcosa di desolante e sinistro girava nell'aria. C'era davvero poca gente, pochissimi italiani, qualche straniero del quartiere che girava incuriosito.
Molti di quelli che ho incontrato erano vestiti dalla festa, con vestiti vecchi, male abbinati, messi assieme in qualche modo. Non brillavano certo per eleganza, ma a volte l'eleganza si esprime con ben altro che degli straccietti di stoffa. Mi hanno colpito gli occhi, alcuni si guardavano attorno, spenti, in cerca di qualcosa che non c'era. E' come quando inviti gli amici alla tua festa di compleanno e nessuno si presenta. Ma c'e' stata bimba che saltellava qua e la', e con gli occhi brillanti ed il suo velo tirava la sua mamma per mano.
Forse ingenuamente, mi aspettavo qualcosa di piu' allegro, mi aspettavo un bel po di gente, mescolata tra loro, con curiosita' e voglia di sapere e vedere questa via Padova cosi tanto discussa negli ultimi fatti di cronaca milanese. Che c'e' che non va in questo quartiere? brama la sua voglia di riscatto nei confronti di una Milano inetta, ancora troppo immersa in quel suo gretto provincialismo italiano.
Forse perche' e' domenica sera, la malinconia mi attrae, e' inevitabile.
Milano non e' una grande citta', nonostante tutte le arie di cui, elegantemente, si veste. E' al piu' un paesotto, ancora lontano dalle sorelle europee. E la sua gente, mezza bigotta e mezza bauscia sguazza nel suo fango, sfoggiando abiti di classe, arredamenti di design con domestici filippini annessi.
Avrei voluto mangiarmi un kebab, era necessario, ma anche troppo energetico per il pomeriggio.
Questo regime calorico da polli, sta interagendo negativamente con il mio umore. Cosi guardando questa gente che ha messo tutta questa buona volonta' per organizzare questa festa, non riesco piu' a mantenermi tranquillo, qualcosa si sta svegliando, e' una rabbia furibonda, primitiva.
Una volta, non molte settimane fa, sono stato in un mercato di provincia, ho sentito questi vecchi farneticare cattiverie gratuite nei confronti di un venditore ambulante straniero che, raccolta la sua roba, si apprestava a scappare dal controllo dei diligenti ometti in tuta blu. Ma questo venditore ambulante, indiano, bisognava vederlo. Era cosi magro ed aveva un viso cosi gentile che non poteva attirare a se', per natura, nessuna forma di odio. Eppure questi stolti, della bella provincia milanese, non si risparmiarono. Loro ed il loro Dio, entrambi analfabeti come capre, alzarono la voce. Quello che mi fece piu' specie fu l'orgoglio, ragliavano con orgoglio, fu un particolare agghiacciante. La bella provincia milanese, che di bello ha solo qualche ragazza, e' colma di questi quadrupedi raglianti, imbeccati da certe altre bestie da soma verdastre, alcuni troppo presi dall'entusiasmo, a volte si spingono fin su in citta'.
Cosi, in questo pomeriggio desolato di via Padova, quel fatto mi e' tornato alla mente, i pochi carboidrati che ho assunto nell'intera giornata hanno fatto il resto. Per fortuna ci sono ancora gli occhi brillanti della bimba mussulmana che, per un attimo, mi hanno scrutato incuriositi, donandomi una pausa di tranquillita'.
Neelps
NB
Questo post e' una schifezza, non ha ne' capo ne' coda, va sistemato, arricchito nella forma e nei colori del linguaggio, va corteggiato con pazienza, racchiude in se' tutta l'impulsivita' dell'ingordo. Ma non lo sistemero' mai.
mercoledì 5 maggio 2010
sabato 24 aprile 2010
Questioni segrete
Ci sono delle cose di me che non amo svelare agli altri.
La prima e' la mia adolescenza, che si porta appresso, indelebili, i ricordi di sensazioni cosi estremamente violente nel piacere e nel dolore da andare al di la' del bene e del male.
La seconda e' la pittura.
Fin da quando ero piu' giovane, ho sempre avuto delle passioni che, negli anni si addormentavano e risvegliavano ad intermittenza, subendo una forza ciclica che non sono in grado di comprendere.
Niente puo' far pensare che io sia bravo, ma non e' importante. Anzi, bravo non lo sono affatto, ma imbrattare una tela bianca mi dona quell'impalpabile sensazione di benessere di cui sono costantemente alla ricerca.
Iniziai con le solite cose, prima usando i pennarelli, poi le tempere, poi ci fu un periodo in cui mi dedicai completamente alla matita. Ma ci fu un momento in cui presi una direzione mia, tagliai completamente con il passato, buttai a macero tutti gli insegnamenti, tutte le tecnica apprese e lasciai spazio all'energia rabbiosa che si nascondeva timidamente nella mia personalita' introversa. Iniziai ad imbrattare la tela, a strattonarla, in modo casuale, pennellando, pasticciando, spalmando il colore in dosi e modalita' fuoriose.
Astratto, fu cosi che giustificai le mie nuove tele, dipinti astratti.
Forse soltanto per mascherare la mia inettitudine verso la pittura tradizionale.
Ma solo cosi riuscivo a nutrire questa bestia affamata che si nascondeva all'ombra della mia mite personalita'.
E' un segreto che custodisco solo per me, perche' e' una cosa mia, che riguarda la mia intimita', che non vuole sentirsi sottoposta al giudizio di nessun'altro oltre che di me stesso.
In questo piccolo spazio digitale, disperso tra la miriade di testi piu' piacevoli, amo scrivere dei miei segreti. Perche' neelps e' soltanto un nessuno, un giochetto di lettere allineate al contrario.
C'e' una sensazione scabrosa nel rivelare una segreto sapendo che rimarra' comunque un segreto, un brivido digitale che non sono in grado di comprendere.
Cosi, dovro' andare in cantina a cercare i rotoli delle mie vecchie tele e chissa', se la visione, dopo tanti anni, sara' in grado di risvegliare quella timida fiammella che brucia silenziosa, da qualche parte, dentro me...
Neelps
domenica 18 aprile 2010
Fuori Salone #1
MILANO Fuori Salone 2010
Zona Tortona.
E' iniziato.
Hanno ripitturato la passerella di verde.
L'hanno ripulita, orrendo gesto allegorico!
Ma per creare, bisogna prima distruggere.
Zona Tortona e' l'evento piu' bello di tutto l'anno.
E' un insieme di spocchiose stronzate vestite con L'eleganza italiana.
Un evento in cui, travestiti di tutto il mondo fanno capolinea qui, spargendo quell'aurea di saggezza artistica, superiorita' intellettuale che di fatto, raramente, possiedono. Il tutto condito con un enorme afflusso di denaro.
E' il mio evento milanese preferito.
Via tortona diventa un insieme unico di colori, una grande tela, il cui disegno meraviglioso si crea dinamicamente sotto i tuoi occhi. E' la concentrazione del peggio e del meglio, della futilita' e dell'ingegno.
Ragazze bellissime si mischiano nella comune folla, i loro occhi gelati, fanno rabbrividire. Alcool, cocaina ed allusioni voluttuose, scorrono copiose accompagnando i marchi piu' prestigiosi d'Italia.
Milano debella il suo infame provincialismo, accendendosi d'un tratto di mille meravigliosi colori e profumi. Stranieri da tutto il mondo popolano ogni via. Ogni lingua, ogni razza, ogni colore, in un solo, unico miscuglio, sono la linfa vitale del tutto.
Amo la mia citta'.
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